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C.R.O.S.E. (Centro Ricerche Osteopatia Somato Emozionale)

Il centro ricerche osteopatia somato emozionale nasce dall’esigenza di approfondire gli aspetti psicologici delle disfunzioni somatiche nell’ambito dell’osteopatia. Per fare questo si avvale della collaborazione di Centri di Psicodiagnostica e Gruppi di Ricerca nel campo della relazione mente-corpo. Il C.R.O.S.E. è formato da osteopati, psicologi, psichiatri e counselor, che integrano le loro conoscenze ed esperienze professionali per il raggiungimento di un solo obiettivo :“Il Benessere Psicofisico”. La mente e il corpo sono indivisibili: così come non possiamo separare il pensiero dall’azione, allo stesso modo qualunque manifestazione fisica sarà sempre associata ad una psicologica. Per questo motivo è di fondamentale importanza per l’osteopata non solo interpretare la sintomatologia delle disfunzioni con una visione che includa il fattore psicologico allo stesso modo del fattore somatico, ma anche capire quanto e come l’effetto del suo atteggiamento psicologico possa favorire o meno l’efficacia ed il risultato del trattamento osteopatico. L’obiettivo del C.R.O.S.E. è quello di contribuire allo sviluppo professionale dell’Osteopatia, mettendo in luce i meccanismi con i quali la mente umana può migliorare o peggiorare la qualità di vita di una persona e pertanto generare un maggiore o minore benessere psicofisico.

Psicologia in ambito osteopatico

Lo studio della psicologia è stato affrontato dall’osteopatia sin dalla sua nascita. Littlejohn nel 1898 pubblicò sul “Journal of Osteopathy” un articolo dedicato all’importanza della psicologia in ambito osteopatico intitolato “Psychology and Osteopathy”. In questo articolo egli afferma: “È evidente che se il sistema che comprende corpo e mente è strutturalmente e funzionalmente perfetto, senza squilibri, è presente una condizione sana. Se, tuttavia, esiste una deviazione in una di queste linee, tale deviazione deve essere rilevata dall’ Osteopata allo scopo di effettuare un trattamento efficace”.

Osteopatia Somato Emozionale

Verso la fine degli anni ‘70 un osteopata americano, J.E. Upledger, dopo numerose ricerche ideò un particolare approccio osteopatico a cui diede il nome di rilassamento somato emozionale. Secondo Upledger, ogni trauma psichico o fisico viene assorbito da specifiche aree del corpo nelle quali viene poi trattenuto grazie alla capacità di memorizzazione intrinseca che posseggono tutti i tessuti, e questi come conseguenza esprimeranno un insieme di sintomi tra cui spesso il dolore. Attraverso il processo del rilassamento somato emozionale, è possibile intervenire su questi tessuti tramite opportune induzioni tattili supportate a volte da induzioni verbali, liberandoli dalle ritenzioni emotive in essi contenuti. Nel momento in cui avviene questa liberazione si ottiene un forte rilassamento tissutale e la comparsa di ricordi dettagliati dell’evento traumatico, dando così la possibilità al soggetto di metabolizzarlo coscientemente. Per Upledger il rilassamento somato emozionale è una metodica in continua evoluzione grazie alle nuove conoscenze acquisite giorno dopo giorno dagli operatori. Infatti, osteopati di tutto il mondo che utilizzano e hanno utilizzato questo approccio, lo hanno arricchito con le loro conoscenze, dando vita a svariate metodiche che oggi vengono classificate sotto il nome di “osteopatia somato emozionale” .

Posturologia Emozionale

La postura di un individuo è il risultato di molteplici aspetti che si possono raggruppare in tre grandi fattori: strutturale, biochimico, psichico. Il fattore strutturale viene determinato dal modo con cui il corpo reagisce a stimoli meccanici ricevuti dall’ambiente esterno nel compiere ogni sorta di movimento e nel mantenimento di qualunque posizione, come stare seduto, in piedi, correre, comminare. Il fattore biochimico viene determinato dal modo con cui il corpo si adatta ai cambiamenti metabolici indotti dall’ambiente circostante in attività quali mangiare, bere, respirare, fumare, assumere farmaci, integratori, e così via. Il fattore psicologico viene determinato dal modo con cui il corpo si adegua ai cambiamenti emotivi vissuti nella quotidianità, sentimenti, gestione del tempo, modalità con cui si interpretano i comportamenti personali e quelli altrui, gestione dello spazio che separa se stessi dagli altri e dalle cose. In base al modo con cui si integrano questi tre fattori, la postura dell'uomo è in costante e progressiva modificazione. Abbiamo chiamato posturologia emozionale lo studio del fattore psicologico della postura, quindi nell’ambito di questa disciplina la postura viene intesa come espressione somatica e comportamentale delle interazioni dei processi mentali. Così come non avrebbe senso dividere il corpo dalla mente, allo stesso modo il rapporto mente-corpo-comportamento rappresenta una triade inscindibile, in quanto ogni processo psichico determina sempre reazioni fisiche (come contrazioni muscolari in diversi distretti del corpo, modificazioni del ritmo respiratorio, del ritmo cardiaco, della temperatura, della pressione, della secrezione ormonale, ecc.) e comportamentali (espressioni gestuali, espressioni mimiche, espressioni linguistiche e paralinguistiche, modificazione dell’orientamento che il proprio corpo ha rispetto all’ambiente circostante, modificazioni delle distanze che il proprio corpo ha rispetto agli oggetti e le persone intorno a sé, ecc.) Nell’ambito di questa disciplina si studiano sia le relazioni tra psiche e corpo, sia le relazioni tra modalità comportamentali, atteggiamento psichico e conseguente adattamento dell’organismo, in quanto nella posturologia emozionale il comportamento viene concepito come un’estensione dell’intero comlesso psicofisico.

I Modelli Osteopatici

L'obiettivo della manipolazione Osteopatica è quello di utilizzare le mani in un processo di gestione terapeutica del paziente, dando indicazioni ed eseguendo manovre al fine di ottenere la massima mobilità del sistema muscolo-scheletrico in uno stato di equilibrio posturale e senza provocare dolore. Nel raggiungere questo obiettivo si possono ricercare diverse tipologie di effetti terapeutici sul paziente, che possono essere classificati nella maniera seguente: effetti meccanici, effetti neurologici, effetti circolatori, effetti psicosomatici, effetti energetici. A seconda del risultato desiderato, l'applicazione terapeutica prevederà l'utilizzo di diversi modelli di medicina manuale: modello biomeccanico, modello neurologico, modello respiratorio/circolatorio, modello biopsicosociale, modello bioenergetico.

Il Modello Biopsicosociale in ambito osteopatico

Il modello Biopsicosociale (MBPS) rappresenta l’insieme di teorie e modelli studiati nel campo della psicologia e della psicosomatica applicati ai principi teorico-pratici dell’osteopatia.

Osteopatia Sottile

Abbiamo chiamato “Osteopatia Sottile” il nostro approccio osteopatico somato emozionale. L’Osteopatia Sottile è un approccio psicocorporeo che utilizza tutti gli aspetti del modello Biopsicosociale nella valutazione e nel trattamento osteopatico. Mira all’attivazione dei processi di consapevolezza della persona, cioè conduce il paziente a focalizzare in maniera cosciente la propria attenzione mentale verso ciò che accade dentro e fuori di lui e verso il tipo di interazione che esiste tra il suo mondo interiore e l’ambiente circostante. Le tecniche di osteopatia sottile utilizzano un approccio tattile supportato da uno verbale, atti al raggiungimento di un particolare stato mentale che permette alla persona di: percepire la realtà senza l’interferenza di pensieri automatici e involontari; riportare l’attenzione mentale nel qui ed ora, spezzando in questo modo gli automatismi mentali, fisici e comportamentali; scegliere con lucida presenza mentale come agire nella realtà anziché reagire inconsapevolmente agli stimoli; estendere questa consapevolezza nella quotidianità e perciò in tutta la vita psicosociale. Gli strumenti dell’Osteopatia Sottile sono costituiti da metodiche in continua evoluzione grazie alla crescita quotidiana della nostra esperienza professionale, alle continue ricerche che conduciamo, alla collaborazione con i maggiori esponenti del mondo in questo campo, alle critiche costruttive dei nostri colleghi e all’introduzione di nuovi approcci che si rivelano efficaci nella pratica osteopatica.